Rimbalzo controllato
domenica 27 marzo 2016
CALCIO A CINQUE
E che ora sia un punto di partenza
di Cristiano Caracristi

Una Buona Pasqua a tutti amici del futsal trentino e altoatesino, ma oltre agli auguri è giusto approfittare di questo periodo, post Trofeo Regioni, per un momento di riflessione sul nostro calcio a cinque.
La spedizione in Val d'Aosta ha portato a casa buoni risultati dalla semifinale dei Giovanissimi per il secondo anno di fila, allo storico accesso ai quarti delle ragazze e al punto conquistato contro la Campania da una Juniores quasi Allievi.
I Giovanissimi hanno fatto bene, mostrando giocatori di buona qualità anche se fanno futsal per tre mesi all'anno; pensiamo a come sarebbe più forte se potessero dedicarsi per più tempo alla disciplina, senza urtare le passioni calcistiche della stragrande maggioranza di chi partecipa al campionato di calcio a cinque soprattutto per tenere impegnati i ragazzi nel periodo invernale. Qualche eccezione c'è e lo ha dimostrato mettendo assieme formazioni che hanno dato l'ossatura necessaria alla selezione trentina, fermatasi anche quest'anno in semifinale contro il Lazio. Una gara che con meno timidezza tattica si poteva anche portare a casa, ma col senno di poi è sempre difficile giocare.
Le ragazze di Valentina Manica si sono arrese alle padrone di casa, ma hanno comunque passato il primo turno con una vittoria, una pari ed una sconfitta. È stata la prima volta ed è stato un successo. Il movimento sembra tendere al ringiovanimento ed è questa la speranza per poter affrontare nel futuro la manifestazione che offre sempre troppi buchi fra le mancate partecipazione di altre regioni.
Per la Juniores il discorso è legato alla scarsità numerica di materiale su cui ha potuto scegliere il Ct Giuseppe Saiani, fortunatamente col campionato Allievi qualche giocatore ha rimpolpato la rosa e ha fatto anche buona figura rispetto ad avversari di media due o tre anni più vecchi ed esperti di loro. La scelta di togliere il giovane dal roster delle formazioni in C1 è stata alla fine un boomerang per un movimento che vorrebbe crescere, ma che al momento non trova fertilizzanti per farlo. Onestamente, com'era la regola precedente, non poteva comunque dare garanzia perché gran parte delle squadre usava l'under come soprammobile della propria panchina. Le Under 21 costruite con intelligenza dalle formazione impegnate nei campionati regionali hanno aiutato e in parte allenato i ragazzi a ritmi più importanti.
Il Veneto intanto ha messo da qualche stagione l'Under obbligatorio sempre in campo e per la terza stagione di fila ha portato a casa la vittoria in questa rassegna. Certo, in Veneto il futsal è quasi una religione (così come in altre regioni d'Italia) e la filiera del settore giovanile è sempre completa con gironi in categorie come la Juniores dove qui non si cava un ragno dal buco da sempre. Incentivare la disciplina, riproporre le seconde squadre (magari con paletti per l'età) negligentemente levate in Trentino qualche anno fa e non far decidere troppo ai «calciodipendenti» nelle istituzioni le cose da futsal. Impossibile provarci? Proviamo ad essere ottimisti, per una Pasqua del Futsal da resurrezione.

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