Hombre del partido
mercoledì 11 marzo 2015
CALCIO A CINQUE
Felipe Tonidandel, trentino do Brasil
di Cristiano Caracristi

Il Trentino e il Futsal non stanno attraversando un periodo di matrimonio positivo, dopo l'avventura del Futsal Tridentina in A2 chiusasi con la salvezza sul campo ma poi la chiusura della società, non ci sono in campo nazionale formazioni iscritte se non il Futsal Rovereto e il Giacchabitat con l'Under 21 che si limita comunque a Trentino Alto Adige e Veneto occidentale.
Per trovare una notizia buona per il Trentino abbinato al futsal dobbiamo risalire al signor Ilario, partito da Trento qualche decennio fa per il Sud America perché, in quei tempi, si cercava la fortuna oltre oceano. Cosa c'entra quindi il signor Ilario con il futsal? Presto detto, Ilario di cognome fa Tonidandel, cognome tipicamente trentino che deriva da Antonio da Andalo. Ma attenzione, non si tratta del nuovo patron del Real Paganella, squadra più vicina a quelle zone, ma del nonno di Felipe, recente vincitore della Coppa Italia di A2 con la maglia del Pesarofano.
Pur storpiando il cognome in Rai, con l'accento sull'e finale invece che sulla a, e con il trentino vero e proprio Cristiano Fusari ai box per infortunio e quindi assente anche dall'unica gara della sua Carlisport Genzano (eliminata ai quarti dall'Orte), in Trentino, almeno io di sicuro, abbiamo tifato per il Pesarofano, vuoi perché era la squadra che s'era vista anche lo scorso anno a Besenello, ma proprio perché il suio capitano, Felipe appunto, aveva quel cognome familiare
Classe '90, Felipe fa il suo arrivo in Italia nel 2009 con la maglia dell'Ascoli prima ad essere indossata, poi passaggio alla Reggiana e quindi al Kaos Bologna. Ultime due stagioni in riva all'Adriatico con la maglia del Pesarofano di cui quest'anno è diventato anche il capitano, realizzando finora 23 gol in campionato.
«A Pesaro mi trovo bene – confida Felipe – ora abito a Fano da solo, perché la mia famiglia è ancora in Brasile. Ma dirigenti della società sono una mia nuova famiglia e non mi fanno mancare nulla. Anche in squadra sono rimasto l'unico brasiliano, visto che quest'anno come stranieri sono arrivati tre croati».
Lo scorso anno la formazione marchigiana perse in finale contro i pugliesi del Fuente Lucera.
«Fu un'enorme delusione perché il gol della vittoria degli avversari arrivò a 30” dalla fine del secondo tempo supplementare. Quest'anno per fortuna è girata meglio per noi avendo vinto il quarto di finale a meno di un minuto dalla sirena e poi in finale abbiamo recuperato due gol di svantaggio negli ultimi minuti, per poi vincere ai rigori».
Tonidandel è stato protagonista assoluto avendo messo un minutaggio enorme nelle gambe e svariando a tutto campo. Poi alla fine ha calciato anche il secondo rigore battendo il pur bravo Bragaglia. Senza risentire della stanchezza?
«La stanchezza si sentiva, perché non sono stato fuori dal campo tanto. Però un capitano deve prendersi la responsabilità anche quando si è stanchi per tirare i rigori decisivi».
Con l'Orte ora rivincita in campionato, anche se la classifica è favorevole ai laziali con ben nove punti di vantaggio sul Pesarofano, secondo in classifica assieme al Came Dosson.
«Però noi abbiamo già osservato il turno di riposo – osserva Felipe – e loro non ancora. E lo scontro diretto è previsto proprio all'ultima giornata. Noi speriamo di recuperare per salire in A1 direttamente, ma se non ce la facciamo ci proveremo coi playoff perché sarebbe sicuramente bello salire nella massima categoria nazionale».
E in azzurro ti rivedremo?
«Io ho giocato diverse partite con l'Under 21, mentre con la nazionale di Menichelli ho partecipato ad un raduno e giocato un'amichevole con la Thailandia. Io comunque ci spero sempre, mi impegno e corro al massimo in campo per poter ancora essere a disposizione della nazionale maggiore».
Ma in Trentino ci sei stato?
«Trento l'ho già visitata tre volte da quando sono arrivato. Il primo anno che sono giunto in Italia e poi anche con la mia fidanzata per farle vedere la città di mio nonno. Poi lo scorso anno sono stato a Besenello (paese da dove partì invece il nonno di Feller, ex portierone azzurro) per la partita con la Tridentina, anche se ero squalificato e non sono sceso in campo».
Allora caro Felipe in bocca al lupo per i tuoi obiettivi e per tenere comunque in alto, anche se solo per dinastia, il nome della nostra terra in attesa che anche il nostro movimento possa prendere anche dal tuo esempio.

Felipe Tonidandel (a destra) nella finale di Coppa Italia di A2 (foto Cassella-Divisione calcio a5)
Felipe Tonidandel (a destra) nella finale di Coppa Italia di A2 (foto Cassella-Divisione calcio a5)

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