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Serie D

Il San Floriano racconta: stiamo costruendo le fondamenta

Un progetto nato per ricominciare, conoscersi e gettare le fondamenta per il futuro. È questa l’idea che ha accompagnato la nascita del San Floriano, raccontata dal mister Andrea Lutteri nell’intervista rilasciata a tre giornate dal termine di questa stagione.

Foto di squadra del San Floriano
Foto di squadra del San Floriano

Dalle radici del San Giuseppe a una nuova avventura

Il San Floriano non nasce dal nulla. Il gruppo, infatti, giocava già sotto un’altra squadra prima di trasferirsi e fondare il San Floriano: «Molti di noi facevano parte del San Giuseppe – spiega Lutteri – e la maggior parte dei giocatori li avevo già allenati due anni fa».
La svolta è arrivata grazie alla volontà comune di costruire qualcosa di nuovo, sostenuta anche dall’ingresso di sponsor che hanno permesso l’iscrizione al campionato. Una scelta coraggiosa, con un obiettivo chiaro: ripartire in modo autonomo.

Un anno per conoscersi

L’approccio alla stagione è stato pragmatico. Niente proclami, ma la consapevolezza di dover prima creare identità. «Siamo partiti con l’idea di fare un anno per conoscerci meglio, soprattutto con i nuovi innesti. Il prossimo anno speriamo di fare un campionato totalmente diverso».
Anche in Coppa le ambizioni erano misurate: il San Floriano aveva deciso fin dall’inizio di non concentrare energie su quella competizione, preferendo lavorare sulla crescita del gruppo.

Le difficoltà: episodi arbitrali e assenza del portiere

Non è stata una stagione semplice. Lutteri, pur chiarendo di non amare e di non volersi soffermare su troppe polemiche, non nasconde alcune situazioni che hanno inciso sul percorso della squadra. «In due partite abbiamo avuto lo stesso arbitro che ha espulso cinque nostri giocatori in una gara e due in un’altra. Non voglio entrare nel merito, ma credo che serva più dialogo».

Al di là degli episodi, il problema più grande è stato strutturale: la mancanza di un portiere di ruolo per l’intera stagione, un’assenza che ha inevitabilmente condizionato risultati e assetto tattico.

I punti di forza: un attacco che fa la differenza

Se le difficoltà non sono mancate, il San Floriano può comunque vantare un reparto offensivo di alto livello.
«Abbiamo due giocatori: uno è capocannoniere del campionato (Maher Dachlaoui con 31 gol in campionato) e altri sono subito dietro (tra cui Giacomo Valduga a quota 17 reti stagionali). Sono due dei punti di forza della squadra».
Nomi e numeri che certificano il valore del gruppo e che rappresentano una base solida su cui costruire il futuro.

Strutture da migliorare

Un altro aspetto che ha penalizzato la squadra, secondo mister Lutteri, è stato il contesto logistico. Abituato a guidare formazioni in impianti più grandi, Lutteri sottolinea come le dimensioni ridotte delle palestre abbiano inciso sul rendimento.
«Ho sempre allenato in strutture più grandi. Quest’anno abbiamo giocato in palestre molto piccole e questo ci ha penalizzato parecchio». Un elemento che, in vista della prossima stagione, potrebbe fare la differenza.

Nessun assalto finale, ma voglia di chiudere al meglio

Con tre partite ancora da disputare, il San Floriano non si pone obiettivi di classifica. La priorità è concludere il campionato con dignità e serenità: «Vogliamo semplicemente finire giocando in modo tranquillo».

Lo sguardo al futuro

Il messaggio del mister è chiaro: continuità e crescita. «Mi auguro che il prossimo anno si giochi in campi più grandi e che ci siano gli stessi giocatori. Così possiamo fare un campionato totalmente diverso».
Il San Floriano chiude dunque la sua prima stagione con la consapevolezza di aver costruito una base. Non un anno da ricordare per i risultati, ma un anno necessario per porre le fondamenta.

Autore
Luca Scala
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