Rappresentativa U19, entusiasmo e numeri in crescita
A una settimana dalla prima uscita stagionale in amichevole contro il Cus Trento, la rappresentativa Under 19 di calcio a 5 traccia un primo bilancio. Da una parte le parole del Mister Giuseppe Saiani, dall’altra quelle di Roberto Torboli, responsabile del Calcio a 5 per la LND Trento. Due voci diverse, ma un’unica direzione: far crescere il movimento partendo dai giovani.
Saiani: “Un test per conoscerci, c’è tanto lavoro ma grande voglia”
Per il tecnico, che in carriera ha portato l’Olympia Rovereto fino alla Serie A2, la prima amichevole è stata soprattutto un banco di prova. «Era la prima uscita in assoluto. Abbiamo lavorato finora sulla conoscenza reciproca, quindi era un test per vedere se i ragazzi riuscivano a integrarsi. Sono ancora acerbi per certi versi, c’è del lavoro da fare, ma ho visto tanta voglia di fare. Questo è l’aspetto più positivo».
Saiani torna alla guida di una rappresentativa dopo dieci anni: «Sono cambiate tante cose, l’approccio dei ragazzi è diverso. E anch’io sono cambiato. Devo riprendere il ritmo della rappresentativa, che è diverso da quello di una squadra di club».
Il nodo principale resta quello dei numeri: «In regione abbiamo circa quindici ragazzi in età, più qualche fuori quota. La rosa è corta, dobbiamo fare il massimo con poche risorse». Ma qualcosa si muove: alcune società stanno puntando sui giovani, dando ossigeno alla selezione.
Torboli: “Il Torneo delle Regioni è fondamentale”
Sulla stessa linea anche il responsabile LND, Roberto Torboli, che sottolinea l’importanza del Torneo delle Regioni.
«Finché non vai al Torneo delle Regioni non ti rendi conto di quanto sia importante, anche a livello nazionale, rappresentare il proprio territorio. Noi andiamo con un’Under 19, peccato non poter partecipare anche con Under 15 e Under 17 come fanno altre regioni con numeri più grandi».
Rispetto alla scorsa stagione, però, il segnale è incoraggiante: «L’anno scorso abbiamo fatto fatica a mettere insieme una rosa completa. Quest’anno dobbiamo lasciare a casa alcuni ragazzi: vuol dire che i numeri sono saliti. Per noi è importantissimo». L’obiettivo non è solo preparare una competizione come il Torneo delle Regioni, ma creare nei giovani qualcosa che resti nel tempo e che possa essere riportato nelle società di appartenenza.
Una partita alla pari contro il Cus Trento

L’amichevole contro il Cus Trento (formazione che sta facendo molto bene in C1) è stata scelta volutamente come test impegnativo. «Quando vai in campo, anche se è un’amichevole, tutti vogliono vincere - spiega Torboli -. Per noi era un banco di prova importante. Lasciamo perdere il risultato, ma ho visto una partita giocata alla pari. Questo è già un segnale positivo».
Il nodo vero: il rapporto con il calcio a 11
È qui che il discorso si fa più delicato. Uno dei temi centrali resta il rapporto tra calcio a 5 e calcio a 11. Un rapporto non sempre semplice, né in Trentino né a livello nazionale. La collaborazione tra i due sport non è fluida. Non è conflittuale in modo aperto, ma nemmeno realmente collaborativa.
«I rapporti si possono sempre migliorare – spiega Torboli –. Il piccolo segreto è trovare, nelle società di calcio a 11, allenatori o dirigenti che abbiano fatto calcio a 5. Questo aiuta il dialogo».
Il futsal, secondo il dirigente, rappresenta un valore aggiunto nella formazione dei giovani: «In palestra i ragazzi migliorano tecnica e percezione del gioco. Il campo più piccolo li porta a pensare più velocemente, a parlare di più, a pressare subito. E toccano la palla molte più volte rispetto al calcio a 11».
Torboli lo dice con diplomazia, ma il concetto è chiaro: serve complicità. «Noi siamo aperti. Speriamo che anche il calcio a 11 lo sia». Il doppio tesseramento è uno strumento, ma senza volontà reale resta solo una possibilità teorica.
Crescita del movimento e realtà sempre più competitive
Saiani guarda anche al quadro generale del futsal trentino: «Ho visto allenatori molto attenti e alcuni che credono nei giovani. La crescita deve partire dalla formazione. E dobbiamo lavorare sulle sinergie tra calcio a 5 e calcio a 11».
In questo contesto, realtà come l’Olympia Rovereto stanno facendo da traino, portando pubblico, famiglie e nuovi giovani verso la disciplina. Un effetto domino che può aiutare tutto il movimento regionale.
Obiettivo: creare “pensiero futsal”
Per il Mister l’obiettivo del Torneo delle Regioni va oltre il risultato.
«La rappresentativa è un punto d’arrivo, ma anche un punto di partenza. Stiamo lavorando per creare nei ragazzi un vero pensiero di futsal. Proponiamo situazioni diverse da quelle che vivono nei club, così che possano riportarle nelle loro società».
La chiave è la collaborazione: «Se lavoriamo insieme agli allenatori delle società, facciamo il bene della disciplina. Loro aiutano noi, noi aiutiamo loro. E insieme costruiamo qualcosa di positivo».