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Hombre del partido

"Caio" Gentilini, il mister in vetta

Una squadra sola al comando. Stiamo parlando del Laives in serie C che, nonostante la parziale battuta d’arresto di venerdì (pari casalingo con il San Giuseppe), guarda tutti dall’alto dopo cinque giornate. Una bella favola quella della compagine altoatesina che, da squadra nata un po’ per caso da un gruppo di amici, si è trasformata in una delle migliori realtà regionali. L’anno scorso secondo posto finale, unica vera antagonista del Green Tower e trionfo in coppa Italia. Quest’anno è la principale candidata al primo posto finale, almeno a detta degli addetti ai lavoro. Quando si gioca bene, si vince e si è stimati nell’ambiente è difficile attribuire i meriti. Noi vogliamo dare a Caio ciò che è di Caio: ovvero dare a Claudio “Caio” Gentilini i giusti meriti per quanto è riuscito a creare in due anni e mezzo sulla panchina del Laives. È il mister l’hombre del partido di questa settimana. Il mister che guarda tutti dall’alto. Buona lettura.

Claudio, immagino siate contenti dell’avvio. Dove volete arrivare?
«Siamo sicuramente soddisfatti. Abbiamo iniziato con il piede giusto, sono contento. L’obiettivo dichiarato è quello di provare a riconquistare la Coppa Italia: l’anno scorso ci siamo riusciti ed è stata una bella esperienza, che ci ha anche permesso di andare fuori regione per le fasi successive. Per quanto riguarda il campionato noi e la società non volgiamo sbilanciarsi: giochiamo un venerdì dopo l’altro e poi si vedrà».

Per centrare questi obiettivi hai a disposizione una rosa valida e completa?
«Direi di sì. Siamo di base in 10: otto giocatori fuori più i due portieri. A questi aggreghiamo di volta in volta quattro giovani provenienti dalla nostra squadra giovanile di serie D. Sono dei ragazzi ’88 e ’89 ed alcuni hanno già esordito in C. La mia scelta è stata quella di avere una rosa piuttosto ridotta in C, però avendo a disposizione un ottimo serbatoio al quale attingere. Alcuni dei ragazzi si allenano sistematicamente con noi, e poi ne convoco a turno qualcuno in partita. Così possono crescere e imparare ed io ho sempre a disposizione un numero sufficiente di atleti».

Abbiamo parlato di rosa e giocatori. Negli ultimi anni, io come credo molti altri “addetti ai lavori” abbiamo sempre associato il Laives a Manuel Vedovelli. Quest’anno lui ha preferito cambiare maglia. Ci racconti cosa è successo?
«Vedo è stato, ma credo sarà, una parte importantissima del Laives. Questa squadra è nata con lui e grazie a lui e con la sua dipartita un pezzo di storia della società se n’è andato. Lo spirito del gruppo di amici in questi anni, in coincidenza con il mio arrivo, è un po’ cambiato. Ho provato ad infondere una mentalità diversa, un maggiore agonismo, cercando di scendere in campo ogni volta per vincere. In questi due anni e mezzo abbiamo ottenuto grandi risultati: io ho portato un’idea, ma poi siamo stati tutti bravi, staff tecnico, società e giocatori, a creare quel cocktail giusto. Si è creato un gran gruppo, si sta bene e si lavora bene».

E poi hai a disposizione un Crepaldi che resta uno dei giocatori più ambiti e stimati sul panorama regionale.
«Matteo è certamente un valore aggiunto alla squadra. Lui è molto forte, ma secondo me i suoi meriti vanno divisi con tutta la squadra che lo mette in condizione di segnare così tanto. All’inizio eravamo Vedovelli dipendenti, poi Vedovelli/Crepaldi dipendenti: ma i meriti, lo ribadisco, sono di tutta la squadra e di tutti i giocatori».

Chi vince la C?
«Bella domanda. Credo che alla fine la vincitrice verrà fuori da una rosa di cinque nomi, ovvero Laives, Povoli, Pool, Bronzolo e Bolzanese. Poi non ho visto e non conosco proprio tutte le squadre, ma a quanto vedo e sento credo che queste cinque partano con qualcosa in più rispetto alle altre. Ci sarebbe anche l’Hdi, però ho visto che ha iniziato un po’ così così, nonostante un ottimo elemento come Salinas, vedremo se rientrerà nel gruppo di favorite».

Una delle cinque squadre che hai nominato vincerà la C. E quindi si presenterà in B. Ma, chiunque di queste sarà, sarà preparata, economicamente ed al livello organizzativo, per affrontare la serie cadetta?
«Per quanto riguarda il Laives non abbiamo ancora affrontato il “problema” approfonditamente. Se si presenterà l’occasione di affrontare la B credo che la società farà di tutto per provare a farla, cercando sponsor ed aiuti. Certamente non sarà facile, ma credo che se succederà potremo provarci. Per quanto riguarda le altre non posso rispondere io direttamente, però, a quanto so e per quanto si dice nell’ambiente, credo che il Bronzolo potrebbe provarci, che Bolzanese e Pool siano strutturate in maniera tale da poter affrontare anche la B, mentre per quanto riguarda il Povoli presumo che se hanno fatto l’investimento Caruso possano avere le eventuali risorse per il salto di categoria. Comunque è presto per parlare di queste cose, vedremo più avanti».

È una C più difficile rispetto allo scorso anno? Il livello si sta alzando?
«Credo sarà un campionato equilibrato, con possibili sorprese ogni venerdì. Almeno per quanto riguarda la provincia di Bolzano il livello di D e C si è notevolmente alzato negli ultimi anni. Penso che ciò sia avvenuto grazie all’arrivo di giocatori provenienti dal calcio a 11 di buon livello e, parlando più in generale, penso che la presenza in C di allenatori bravi e preparati come Vanin, Allegri, Salinas, giusto per citarne tre, non possa che innalzare il livello delle varie squadre».

In conclusione lascio sempre una domanda libera, per saluti, ringraziamenti, aneddoti o curiosità. A te.
«Il ringraziamento va senza dubbio alla società che mi ha lasciato sempre carta bianca e mi ha sempre appoggiato dandomi grande fiducia. E poi, ovviamente, il grazie va a tutti i giocatori per i successi ottenuti nella scorsa stagione. Per quanto riguarda aneddoti e curiosità ce ne sarebbero a milioni: ti invito una volta in spogliatoio con noi in un dopo partita e credo che potrai scrivere pagine e pagine di aneddoti divertenti».

Ammesso che, per quanto posso intuire, uscirei con la lucidità sufficiente per scrivere in un italiano perlomeno decente….

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